Identità Veneta   Links   Raixe Venete Lingua Veneta  Cultura Veneta   Scarica l’inno nazionale del PopoloVeneto Il Consiglio Regionale Veneto con L.R. n. 8/2007 ha riconosciuto la lingua veneta. L’art. 2 della legge sopra richiamata afferma :«1. Le specifiche parlate storicamente utilizzate nel territorio veneto e nei luoghi in cui esse sono state mantenute da comunità che hanno conservato in modo rilevante la medesima matrice costituiscono il veneto o lingua veneta. 2. La Regione del Veneto considera la tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto una questione centrale per lo sviluppo dell'autonomia regionale.» L’art. 5 della medesima legge istituisce una Festa del Popolo Veneto: “al fine di favorire la conoscenza della storia del Veneto, di valorizzarne l'originale patrimonio linguistico, di illustrarne i valori di cultura, di costume, di civismo, nel loro radicamento e nella loro prospettiva, nonché di far conoscere adeguatamente lo Statuto e i simboli della Regione» che «ricorre il 25 marzo, giorno della fondazione di Venezia». Purtroppo, ad oggi, nonostante l’attività del Consiglio Regionale atta a promuovere l’identità storica culturale e linguistica dei veneti, la lingua veneta non è ancora stata riconosciuta dallo Stato italiano. “L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia” (Art. 2 co.1 Statuto del Veneto) Statuto del Veneto Il Diritto all’Autodeterminazione dei Popoli:   I due Patti internazionali sui diritti economici, sociali e culturali e sui diritti civili e politici del 1966 (I presenti Patti sono stati ratificati dall’Italia) L’art. 1 co. 3 dispone che “Gli Stati parte del presente Patto debbono promuovere l’attuazione  del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto in conformità alla Carta delle Nazioni Unite”.  Carta delle Nazioni Unite (approvata il 26/6/1945) Art. 1 co. 2: “Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-decisione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale” Art. 73: “I Membri delle Nazioni Unite, i quali abbiano od assumano la responsabilità dell’amministrazione di territori la cui popolazione non abbia ancora raggiunto una piena autonomia, riconoscono il principio che gli interessi degli abitanti di tali territori sono preminenti ed accettano come sacra missione l’obbligo di promuovere al massimo, nell’ambito del sistema di pace e di sicurezza internazionale istituito dal presente Statuto, il benessere degli abitanti di tali territori, e, a tal fine, l’obbligo: ...omissis.. b) di sviluppare l’autogoverno delle popolazioni, di prendere in debita considerazione le aspirazioni politiche e di assisterle nel progressivo sviluppo delle loro libere istituzioni politiche, in armonia con le circostanze particolari di ogni territorio e delle sue popolazioni e del loro diverso grado di sviluppo” Atto Finale di Helsinki della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE) (1 agosto 1975) (ratificato dall’Italia) Principio VIII: “Eguaglianza dei diritti ed autodeterminazione dei popoli Gli Stati partecipanti rispettano l'eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all'autodeterminazione, operando in ogni momento in conformità ai fini e ai principi dello Statuto delle Nazioni Unite e alle norme pertinenti del diritto internazionale, comprese quelle relative all'integrità territoriale degli Stati. In virtù del principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà, di stabilire quando e come desiderano il loro regime politico interno ed esterno, senza ingerenza esterna, e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale. Gli Stati partecipanti riaffermano l'importanza universale del rispetto e dell'esercizio effettivo da parte dei popoli dei diritti eguali e dell'autodeterminazione per lo sviluppo di relazioni amichevoli fra loro come fra tutti gli Stati; essi ricordano anche l'importanza dell'eliminazione di qualsiasi forma di violazione di questo principio”. La Dichiarazione Universale dei diritti dei popoli (Carta di Algeri, l976)  l’articolo 5 dispone che “Ogni popolo ha il diritto imprescrittibile e inalienabile all’autodeterminazione”. Il diritto all’autodeterminazione dei popoli   (A cura di: Dott. Damiano Minante)  1: L’art. 1 co. 3 dispone che “Gli Stati parte del presente Patto debbono promuovere l’attuazione  del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto in conformità alla Carta delle Nazioni Unite”. Ai due Patti internazionali ha aderito anche l’Italia. 2: Il Prof. Antonio Papisca è docente ordinario di Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Padova, uno dei massimi esperti a livello internazionale in diritti umani. La musica dell’Inno Nazionale Veneto è basata sulla “Juditha Triumphans di Antonio Vivaldi, compositore veneto molto noto. La Juditha Triumphans è stata eseguita per celebrare la vittoria veneziana a Corfù, quando l’isola è stata liberata dall’assedio del 1716: l’andamento maestoso in tre ottave richiama le originalità dei veneti che tante volte hanno saputo “rompere gli schemi” e raggiungere risultati innovativi. L’andamento della musica e l’aggiunta di 40 battute al brano, che era stato in origine studiato per un testo in latino, hanno portato la composizione a essere più adatta a un Inno in lingua veneta: i virtuosismi lirici del testo originale sono stati limitati affinché l’inno possa essere cantato con facilità da tutto il popolo pur tenendo ferma la struttura originale. Il testo è composto da parole venete originali, in gran parte comuni al veneto veronese, a quello centrale, a quello veneziano. Come tanti altri inni, questo non è una composizione contro il nemico ma è un inno del proprio popolo. La musica è stata composta da un veneto su commissione della Repubblica Veneta di quel tempo. Il testo richiama l’importanza della tradizione veneta che fornisce le risorse per mettere in piedi il nuovo domani. Sono riportati i valori tipici del popolo veneto come la “voglia di fare” e il “senso di solidarietà”, valori già riconosciuti agli emigrati veneti in tutto il mondo. La terra che fiorisce dai monti al mare è un simbolo della crescita che non è solo sviluppo industriale e urbano, ma anche progresso sociale e ambientale dato che il Popolo Veneto ha sempre vissuto fra terra e mare. Chiaro è il richiamo al Leone di San Marco per difendere la pace e la libertà. Na Bandiera, na Lengoa, na Storia (Informazioni sull’Inno Nazionale Veneto - tratto dal sito internet www.innonazionaleveneto.net  e tradotto dal dott. Damiano Minante) La Bandiera di San Marco è un simbolo antico, fatto di glorie, sacrifici e ideali di tanti e tanti veneti che sono venuti prima di noi e che sono riusciti a fondare una della Repubbliche più gloriose che il mondo abbia mai conosciuto. Il Leone con le ali è un simbolo arcaico che compare ovunque perfino sui reperti dei veneti antichi (dal 1000 a.C.), su vasi, cinturoni e oggetti vari. Nei primi anni di vita della Repubblica Veneta (697 d.C.) le bandiere erano rappresentate da una croce; nell’828 due mercanti veneti Bon da Malamoco e Rustico da Torcelo, avevano trafugato il corpo di San Marco da Alessandria d’Egitto, da poco caduto sotto il dominio islamico, portando a Venezia la preziosa reliquia […]. Si avverava così la profezia: secondo la tradizione, difatti, San Marco era sbarcato precedentemente al Lido per scappare ad una burrasca, mentre era in viaggio da Alessandria D’Egitto ad Aquileja. Un angelo si presentava a lui e lo salutava con co “Pax tibi Marce, Evangelista Meus” (Paxe a ti Marco, Evanjelista meo), facendogli l’annuncio che in futuro le genti di quei luoghi lo avrebbero venerato. Pertanto San Marco era divenuto il santo protettore di Venezia. Il simbolo dell’evangelista Marco era un leone alato. […] Nel 1096 c’è la prima testimonianza scritta che parla della bandiera di San Marco, che teneva tra le zampe la croce, bandiera consegnata al figlio del Doge, che partiva per la crociata in Terra Santa. Dal 1257 tutte le navi venete portavano il vessillo con il Leone. Oggi il Leone alato sventola in tutti i palazzi pubblici e in molti palazzi privati della città, ha sventolato per anni sulle galee (tipiche barche veneziane) come simbolo del dominio di Venezia nel mondo Orientale. Viene raffiguirato come “rampante” (quando è di profilo, ritto sulle zampe posteriori), “in moeca” (quando è difronte e seduto) e “passante” (quando è di profilo a figura intera con il libro aperto)  Il Gonfalone di San Marco   (Informazioni sul Gonfalone di San Marco - tratto dal sito internet www.innonazionaleveneto.net  e tradotto dal dott. Damiano Minante) Festa dei Veneti 2010   Festa dei Veneti 2009   L’On. dott. Massimo Bitonci presenta alla Camera un disegno di legge per il riconoscimento della lingua Veneta (clicca nell’immagine per ingrandire)