Una vera pista ciclabile
il mattino di Padova — 11 luglio 2010 pagina 23 sezione: PROVINCIA
RUBANO. «Il cittadino chiede la nascita della pista ciclabile, non amici da seppellire» o «Pista ciclabile un
diritto per la sicurezza dei nostri figli». Sono due delle scritte inalberate su diversi cartelli da un gruppo di
residenti in rappresentanza del «Comitato cittadini per via Pelosa», che chiedono la realizzazione di una pista
ciclabile lungo la trafficatissima e stretta strada. «E’ stato annunciato l’allargamento di via Pelosa di cui si
parla da anni - dice il portavoce Paolo Sanavio - Vorremo che ci dessero ascolto e ci permettessero di uscire di
casa in sicurezza. Abitiamo tutti lungo la strada, uscire in bicicletta o a piedi è impossibile: le auto ti sfiorano e
già ci sono stati dei morti e troppi incidenti. Anche immettersi in auto dalle abitazioni è problematico. Inoltre la
strada è priva di illuminazione». Il progetto di allargamento, secondo i residenti, prevede sul lato sinistro in
direzione Saccolongo una striscia d’asfalto di 1,70 metri di larghezza qualificata pista ciclabile. «Il percorso
sarebbe delimitato da una semplice linea bianca continua - sostiene Sanavio - Quella non è una pista ciclabile,
al massimo è una via di fuga per le auto. Senza prevedere una vera delimitazione e protezione resterà ad
altissimo rischio percorrerla in bicicletta o a piedi. Vorremmo essere ascoltati, ci siamo anche rivolti alla Lega
per ottenere aiuto». Il Comitato ha interpellato i consiglieri leghisti che ogni primo lunedì del mese ricevono i
cittadini in via Belle Putte a Bosco. «E’ un dovere raccogliere la protesta ignorata dall’amministrazione - dice
il consigliere Fabio Targa, presente alla protesta con Giuseppe Bizzarri ed Emiliano Minante - Seguiremo
la vicenda intervenendo in Comune, ma soprattutto in Regione che finanzia l’opera e in Provincia, cui compete
via Pelosa, per ottenere una vera ciclabile». - (Luisa Morbiato)